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Ostuni: cade il soffitto di una scuola. Quando la smettiamo di farci prendere in giro?!?

liberta

Lo confesso. Sono leggermente furioso. E non so con chi devo prendermela di più. È crollato il soffitto sulla testa di bambini in una scuola di Ostuni. Feriti, contusi ma, per fortuna, nulla di troppo serio. Ciò che invece è serio è il  milione e 360 mila euro spesi per ristrutturare la scuola con lavori della durata di 4 anni (riporta il Fatto Quotidiano). Ora ci toccherà assistere alla fiera ipocrita delle indignazioni a favore di telecamera.

Sono furioso perché i soffitti cadono sulle teste dei nostri figli. Crollano i ponti, le strade, tracimano i fiumi. Si muore per inquinamento da rifiuti tossici, per amianto, per inadempienza delle norme di sicurezza sul lavoro. Ci tolgono gli ospedali, rendono la vita impossibile a chi vuole lavorare seriamente. Costringono le aziende a trasferirsi all’estero. I nostri stessi figli si trasferiscono altrove per cercare di avere un futuro. Chiudono i negozi come mosche schiacciate, aumenta la disoccupazione, crolla il prodotto interno. Aumentano sempre le spese pubbliche. L’istruzione è svilita.

Ma loro rubano, rubano e ancora rubano. Per sé, per il partito, per gli amici e gli amici degli amici. Ma vanno in televisione a sentenziare quanto sono bravi nell’occuparsi dei problemi. Ma i tetti crollano dopo aver speso milioni di euro dei contribuenti.
E sono sempre milioni e milioni i soldi che non bastano mai perché se una qualsiasi cosa normalmente costa 100 loro riescono a spendere 300, 400, 500. Tanto non sono soldi loro. Grandi opere, grandi bluff, grandi spese.

Loro hanno i vitalizi, i gettoni di presenza (assenza), i rimborsi, le diarie, lo stipendio, la mutua, il vitalizio e la pensione garantita – o le pensioni -. Senza pudore non rinunciano a nulla. Sono loro i politici corrotti e corruttori, mafiosi o amici dei mafiosi. talvolta ridicoli, quasi sempre saccenti, troppo spesso ignoranti e incapaci. Occupano posizioni non per merito ma per servilismo, ma fanno la morale agli altri sulla meritocrazia. Spendono e spandono ciò che non è loro ma pretendono i sacrifici dal popolo. In combutta con intermediari e faccendieri non si fermano di fronte a nulla e a nessuno. Non hanno dignità, sono privi di morale, posseggono solo la faccia tosta pro televisione.

Del popolo italiano Gervaso una volta disse che è “senza midollo spinale”. Non è vero certo per tutti ma che cosa si può dire ancora di un popolo trincerato dietro muri di ideologia o di rassegnazione che vota sempre gli stessi partiti? Un popolo che non combatte, che accetta di essere costantemente derubato, di morire di cancro, di morire di lavoro, di essere sfruttato, umiliato, preso per il culo ogni giorno?
Un popolo che quando non guarda la Tv, l’arma di distrazione di massa per eccellenza, si guarda l’ombelico e non sa nemmeno più che esistono gli orizzonti, le nuove frontiere. Si pavoneggia per una squadra di calcio ma ignora i riflessi della scienza e della cultura che ha sotto il naso, perché è incapace di apprezzare il sapere e la conoscenza.

La scuola di Ostuni poteva essere l’ennesima tragedia. Non lo è stata, grazie a Dio. E davvero bisogna ringraziare lui in questo caso, credenti o meno, perché se un popolo è così inerte da non capire che gli stanno sottraendo la libertà ogni giorno, bocconcino dopo bocconcino; che gli rubano i soldi direttamente dentro le tasche; che gli negano il diritto alla felicità, alla dignità, alla salute, alla solidarietà… non resta veramente che appellarsi a qualche Dio.

Il 25 Aprile ricorre il 70° anniversario della Liberazione. I nostri nonni hanno sacrificato la vita e le loro intere esistenze per dare alle generazioni future quella sontuosa essenza della vita che si chiama Libertà.

Dovremmo vergognarci almeno un po’…

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