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Perchè c’è un abisso tra PD e M5S?

berlinguer1

di Davide Amerio per Tgvallesusa.it.

A miei tempi l’onestà era un dna che andava preservato accuratamente, oggi è un optional fastidioso. Il pensiero di Berlinguer è attualissimo e l’unico erede della questione morale è il Movimento 5 Stelle”. E Renzi? “E’ il nulla e sul niente c’è poco da dire”. Mentre Vendola? “Sull’Ilva di Taranto ha fatto uno scivolone terribile e avrebbe dovuto trarne immediatamente le conseguenze, non si ride con i padroni che hanno inquinato una città e prodotto morti su morti” […]

La questione morale non era ascrivibile solamente al “non rubare”, era la concezione che lo Stato e le istituzioni democratiche fossero un bene pubblico e quindi da preservare con attenzione essendo di proprietà di una comunità, frutto di sforzi di generazioni che nel passato hanno costruito le fondamenta per quelle future.
Ciò ispirava Berlinguer e il Pci: la questione morale era figlia di una grande tradizione liberale – che proviene dalla Rivoluzione francese, almeno prima che degenerasse – non relegabile al campo della sinistra ma a chiunque amasse lo Stato e le istituzioni democratiche. […]

Lo so, farò inorridire i miei compagni di una volta. Sono comunista “semel semper” berlingueriano e dopo il Pci non mi sono iscritto a nessun partito perché nessuno ha portato più avanti quei valori. Ora vedo nel M5S l’unico possibile erede. […]

I parlamentari 5 stelle sono persone normalissime: casalinghe, ingegneri, impiegati, gente dalla porta accanto, non arruffoni di soldi e poltrone. Per questo sono del M5S e tornerò a votarlo. Dall’altra parte abbiamo quel Pd che, tra l’incostituzionale Porcellum e la nuova legge elettorale, ha abrogato le preferenze togliendo alle persone il diritto di poter selezionare la propria classe dirigente. Il nominare loro i parlamentari è solo l’ennesimo atto di autoreferenzialità di una politica ormai lontana dai cittadini […]

Chi ha pronunciato queste parole? Beppe Grillo? Gianroberto Casaleggio? Di Battista? Di Maio?

Nessuno di costoro. Nel maggio 2014 la rivista Micromega ha pubblicato un’intervista all’avvocato Giuseppe Zupo, dirigente del PCI di Giovanni Berlinguer e responsabile nazionale della giustizia per il Partito Comunista Italiano.

Arteriosclesori di un ex comunista 73enne? Altzaimer? Pazzia senile?

Una riposta la può dare chi ieri a Torino ha partecipato al Movifest 5 stelle lungo il Parco Dora (di cui vi daremo conto in dettaglio prossimamente).
Le voci di Carlo Freccero, Luisella Costamagna, Ferdinando Impostimato, Alberto Perino si sono accompagnate a quelle dei tanti rappresentati – parlamentari e consiglieri eletti , – del M5S che ieri hanno incontrato i cittadini di cui sono i portavoce.

Il solco tra il Pd renziano, la politica dei partiti tradizionali e il M5S non poteva essere più evidente. Una voragine. A misurarla le parole di Freccero e Costamagna sui processi di “normalizzazione” in atto nella Rai, nei giornali e in tutto l’ambito dei media che dovrebbero (condizionale d’obbligo) informare i cittadini di quello che accade. Dai tempi del fascismo non si osservava una così evidente sudditanza dei giornalisti al “regime”. Matteo Renzi è un uomo solo al comando di un partito suddito e appiattito. Se solo si esaminassero le sue “promesse” seguendo la linea temporale, sarebbe ben facile accorgersi che a ogni promessa ne segue nel breve periodo un’altra, per spostare l’attenzione evitando che qualcuno esamini a fondo se quella precedente è stata mantenuta.

Mai l’opposizione – quella reale del movimento 5 stelle su cui tutti concordano – è stata così ostacolata e osteggiata dai mezzi di informazione. A Renzi è concesso ciò che a Berlusconi non lo sarebbe stato mai. I conflitti di interesse perdurano e si moltiplicano. Cos’ì come i silenzi complici.

Sulle leggi renziane che proseguono la guida del “maestro” Berlusconi, un avvincente e appassionato Imposimato ha illustrato le disastrose conseguenze che queste hanno in ogni ambito: dalla scuola, ai lavori pubblici, alle grandi opere, al welfare, in palese violazione della Costituzione. Non poteva di conseguenza mancare il tema della Tav con uno stretto dialogo tra il Presidente Onorario e Alberto Perino che ha illustrato e documentato le falsità delle dichiarazioni dei media sul Tav a partire dagli anni ’80.

La consapevolezza della progressiva instaurazione di un regime dittatoriale, sotto le smentite spoglie di un riformismo ben peggiore dei mali che vorrebbe curare, è ben presente al Movifest.

Anche il regime fascista entrò nella storia in maniera soft. Al punto che, ancora oggi, qualcuno rimpiange i “bei tempi” in cui Mussolini, tutto sommato, aveva fatto cose buone.

Ma un regime dittattoriale non si misura dalle “cose buone” che può aver fatto, ma dalla progressiva distruzione delle libertà democratiche e civili che conducono al disastro. Ci sono voluti 20 anni perché la maggioranza degli Italiani si rendesse conto del significato reale del “riformismo” fascista. E di quello renziano quanto ci metteremo?

Per molti è ancora difficile comprendere come minare e modificare la nostra Carta Costituzionale oggi comporta alcuni danni nell’immediato ma sono sopratutto quelli futuri i peggiori; quelli di cui non ci rendiamo conto, che modificano la nostra libertà e la nostra partecipazione democratica e il controllo del potere attraverso i contrappesi istituzionali. Per questo motivo i costituenti resero la Costituzione rigida, per difenderla da facili manomissioni. La “Cosituzione più bella del mondo” che intellettuali di sinistra difendevano ai tempi di Berlusconi; ora nell’era renzusconiana si sono silenziosamente sopiti, distesi come bravi zerbini sul tappeto rosso del riformismo contemporaneo.

Questa difesa dei valori della Costituzione che dovrebbe essere fondamento dell’attività politica della sinistra è rimasta solamente nelle mani del Movimento 5 Stelle. Compito di questo movimento sarà quello di comprendere e condividere il concetto che se oggi destra e sinistra (per tacere del centro) non hanno più alcuna corrispondenza con i partiti di riferimento, ciò non toglie che, sotto il profilo storico, destra e sinistra conservano un loro significato. Ma il significato dei valori storici della sinistra democratica, libertaria, socialista, laica, riformatrice, non appartengono di sicuro al Partito Democratico.

E’ una questione culturale prima ancora che politica in senso stretto. La vicinanza che mantiene il M5S con la sua base è la miglior garanzia della cura di questi valori storici non ostante i detrattori e le loro menzogne (o le ottusità). Il movimento cresce culturalmente e politicamente e saprà trovare adeguate risposte anche a temi controversi, come l’immigrazione, oggetto di speculazioni politiche senza ritegno.

Ieri a Torino non c’erano cordoni di agenti in divisa antisommossa a difendere i numerosi parlamentari pentastellati. C’era la gente, normale, che ascoltava, sognando un paese migliore e sicura di meritare, per sè e per i propri figli, qualcos’altro per il governo dell’Italia.

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