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Siamo davvero esseri razionali?

trolley esperiment

Cosa distingue l’essere umano nell’ambito del mondo animale? Quasi tutti prontamente vi diranno che è la “ragione” che fa la differenza ovvero il maggior sviluppo della nostra della mente della nostra specie rispetto a tutte le altre. Questo “credo” ci viene impartito fin da piccoli e sopratutto dalla scuola. Cresciamo con la convinzione di essere individui “ragionevoli” i cui comportamenti sono frutto di un’analisi mentale e delle conseguenti decisioni che assumiamo in seguito ad essa. Ma è proprio così?

La scienza esprime molti dubbi in proposito. E’ sufficiente per altro soffermarsi a pensare se quando decidiamo di sposare una persona lo facciamo semplicemente in modo razionale o meno. Si spera di no. I sentimenti giocano un ruolo fondamentale e capita di decidere di sposare (o fidanzarsi) con una persona spinti dai sentimenti e non da un ragionamento a mente fredda (che magari ci suggerirebbe di non farlo!).
In pratica usiamo la ragione per fare delle cose, per capire, per decidere come comportarci ma non tutte le nostre scelte sono il frutto di una scelta ponderata in termini puramente razionali o utilitaristici che dir si voglia.

A riguardo vi voglio raccontare di sue esperimenti scientifici molto interessanti che ci offrono idee su come le nostre decisioni possono essere influenzate da fattori esterni al ragionamento razionale talvolta al limite del pensabile.
Il primo esperimento è una variante del noto “Trolley dilemma” usato nell’ambito delle neuroscienze per studiare le scelte “morali” degli individui messi di fronte a una situazione nella quale la loro decisione influenzerà inevitabilmente la vita di altre persone.

Il Trolley dilemma consiste nel supporre che un veicolo che procede su dei binari (equivale ai nostri Tram) e di cui siete alla guida si ritrova con i freni rotti e voi non potete fare nulla per fermarlo. Lungo il percorso obbligato ci sono 5 persone (in genere si suppone che stiano lavorando) e se il veicolo procede nella loro direzione moriranno certamente; non avete nessuna possibilità di avvisarli. Avete un’unica opzione: prima di raggiungere i 5 operai c’è uno scambio sulla destra; voi potete far deviare il veicolo e questo prenderà un’altro binario sul quale però c’è un’altra persona che sta lavorando e questa inevitabilmente morirà.
Se provate a far mente locale sul problema vi renderete conto delle complesse implicazioni morali che la vostra decisione comporta.
Una variante del esperimento modifica la vostra presenza: non siete più alla guida del Trolley ma siete su un ponte che sovrasta i binari. Da lì potete osservare la scena e potete decidere di intervenire. Accanto a voi c’è un uomo di corporatura robusta e l’unico modo che avete per fermare il Trolley è spingere quest’uomo giù dal ponte. Lui morirà, ma il mezzo verrà fermato salvando la vita a tutti gli altri.
Un variante ulteriore all’esperimento è che non siete obbligati a spingere il tizio sul ponte ma potete azionare una botola al di sotto di lui che produrrà lo stesso effetto finale.

Le risposte dei soggetti partecipanti all’esperimento sono di diverso tipo. Alcuni prediligono la scelta di uccidere una persona per salvarne cinque. Altri si affidano al destino. Per quanto riguarda l’uomo sul ponte alcuni ritengono che “spingere” giù dal ponte sia un atto più riprovevole che lasciar morire cinque persone. Altri ancora accettano meglio la soluzione della botola che non li costringe a partecipare in prima persona all’uccisione di un individuo per salvarne altri.

Qui però voglio segnalare un fatto notato da alcuni ricercatori nel momento in cui l’esperimento è stato condotto su soggetti di nazionalità differenti ed è stato presentato dapprima in lingua madre e successivamente in un altra lingua. Gli studiosi hanno potuto concludere che quando il test è condotto in lingua diversa dalla propria le decisioni prese sono più radicali. Un maggior numero di partecipanti era disposto ad un comportamento più utilitaristico (uccidere un uomo uno per salvarne cinque – scenario più emozionale). Mentre il test che comporta uno scenario meno emozionale (sacrificare un individuo agendo su una leva che devia il Trolley dal percorso originale) ha avuto una risposta pressoché simile nelle due lingue.
La conclusione è che la scelta è stata pesantemente influenzata da fattori emozionali che si manifestano quando il test viene realizzato con la propria lingua madre. L’ipotesi è che essendo questa la lingua imparata sin da bambini è collegata in modo più incisivo al nostro sistema che regola le emozioni. E’ più facile quindi prendere una decisione sgradevole se ci viene posta in una lingua diversa da quella che comunemente usiamo.

Un altro esperimento interessante è stato condotto su otto giudici israeliani. Il test esaminava quali fattori influenzano maggiormente le decisioni  assunte nello svolgimento della loro attività giudicante. Nel caso specifico i giudici si occupavano di accettare o respingere la libertà su “parola” di detenuti che ne facevano richiesta dopo un certo periodo di carcerazione. L’attività del giudice è considerata molto stressante. Deve assumere delle decisioni a fronte di molteplici variabili e di una quantità notevole di informazioni che gli vengono sottoposte.
Gli studiosi si aspettavano di ottenere risultati che indicassero i fattori preponderanti sui quali le decisioni dei giudici venivano assunte tra : periodo di carcerazione, gravità del crimine commesso, disponibilità di piani di recupero, età, sesso, religione, etc etc, del detenuto.

Con molto stupore – anche da parte degli stessi giudici – il test ha dimostrato che erano le pause caffè o pranzo a determinare la facilità o meno con la quale essi concedevano la libertà su parola. All’inizio della giornata, oppure dopo una pausa (caffè o pranzo), la libertà su parola veniva concessa al 65% dei detenuti che ne facevano richiesta. Al trascorrere delle ore la percentuale diminuiva sino allo zero per poi riprendere al 65% dopo la pausa.

Quindi se dovete presentarvi davanti a un giudice assicuratevi di farlo a inizio giornata o dopo una pausa!

D.A. 08.03.15

Riferimenti:

Using a foreign language changes moral decisions – Chicago University

Fatigue and hunger sway judges’ decisions – ABC Science

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