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Roma M5S… era meglio prima? (‘aridatece i ladroni!)

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Al solito il rumore del giornalismo padronale disturba la ricezione e la possibilità di capire e ragionare sulle cose. Stiamo assistendo all’ennesima farsa dei giornaletti di regime che suonano la tromba del re. L’obiettivo è sempre lo stesso: il M5S.

Tra la nebbia e la confusione si possono udire voci che riportano gli accadimenti nella dimensione che meritano. Lo fanno in maniera egregia Luca Telese e Franco Bechis; in misura diversa le critiche che giungono dal Fatto Quotidiano hanno una loro ragione. Onesto il buon Mentana. Corrette le osservazioni del prof. Rinaldi su Scenarieconomici.

Il sassolino è diventato una montagna che frana. Qui c’è la pecca più grossa del movimento; a qualcuno non è ancora ben chiaro che la politica è come il gioco degli scacchi: se fai una mossa devi prevederne le conseguenze e le “contromisure” dell’avversario. Quando la mossa è fatta, è fatta. Non si torna più indietro.

La dis-informazione (di regime) ricopre il ruolo servile secondo il copione di sempre: si ignorano le notizie (gravi) sul padrone (PD, PDL e zone limitrofe) e si ingigantiscono le pagliuzze degli avversari. Sopratutto se questi avversari hanno in programma di togliere quei benefici pubblici di cui gode quel tipo di informazione e crescono nei sondaggi.

Poco servono gli strali e le battute dei vari Esposito o Alfano: l’elettore dei cinque stelle ha fatto una scelta consapevole; conosce bene la strada che ha abbandonato ed è cosciente che la “nuova” non è senza ostacoli. Come osserva Luca Telese: molta gente preferisce l’inesperto di oggi – ma onesto – che può imparare e migliorare al ladro di ieri che sarà sempre ladro e disonesto anche domani.

Ma gli errori ci sono stati. E qui le critiche a un sistema decisionale non ancora ben definito e lineare sono sacrosante. Qualcuno ha mentito. Ha sottovalutato l’effetto e le conseguenze del nascondere certe informazioni. Di questo deve fare ammenda e scusarsi. Non si deve “dimettere”, perché non è stato commesso nessun reato. Ma le scuse sono dovute agli elettori e a tutti quegli attivisti che ogni giorno si prodigano con passione per alimentare la crescita del movimento.

Le squadre vanno scelte per tempo. I curriculum sono importanti, la professionalità pure ma ci deve essere una consonanza ideale con la politica del movimento. Nondimeno le dichiarazioni di chicchessia ricoprente dei ruoli per il M5S deve essere consapevole che parla per conto e a nome di questo e ciò che afferma può avere conseguenze politiche importanti.

La vicenda Muraro è stata gestita davvero maluccio. L’aver inserito persone esterne al movimento con poteri sovrastanti è stato un errore strategico. Nulla di irrimediabile. Per una città martoriata e depredata da destra e da sinistra, questi errori sono veniali e per nulla compromettenti.

Smettete quindi di inveire contro il M5S. Tanto non ci caschiamo. Chi di noi è dentro, o vicino, ci lavora, oppure è attivista volontario, conosce i problemi, i limiti, le questioni da risolvere così come le immense potenzialità. Chi di voi inveisce oggi lo fa in malafede, dimenticando il passato, recentissimo, e le travi conficcate nelle vostre storie immonde difese senza pudore e senso del ridicolo.

Da anni difendete l’indifendibile. Proteggete le complicità e fate la faccia stupita quando la magistratura colpisce. Oggi non si sente più parlare di Torino o di Livorno. Chissà come mai. Non ci sono più “storie” e “casi” su cui speculare e mentire. Presto non ci saranno nemmeno più su Roma.

Rassegnatevi.

di Davide Amerio.

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