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M5S: E ora provate a chiamarla ancora antipolitica!

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Hanno provato di tutto. Mesi e mesi sotto il fuoco incrociato da destra e da sinistra. Con il sostegno della quasi totalità dell’informazione (quella che ora ci regala il 77° posto nelle classifiche internazionali sulla libertà di informazione). Quarto, Livorno, Parma. Avrebbero dovuto essere la dimostrazione dell’inettitudine a governare. Le candidate sono troppo giovani e inesperte (infatti il paese è rovinato dagli “esperti”). Se un simpatizzante scontento o un elettore non soddisfatto starnutisce nei social, diventa un caso su cui puntare le luci. La vita della Raggi passata ai “raggi X” per trovare qualsiasi granello di polvere. Renzi ogni giorno non dimentica di lanciare strali e delegittimazione nei confronti del M5S. Il sempre verde discorso sulla Casaleggio e su Grillo cospiratori subdoli della massoneria e quant’altro.

Insomma tutto e proprio tutto; mentre lor signori riscrivevano la Costituzione con padri destituenti; mentre dei loro ogni giorno ne arrestano uno o magari due; mentre hanno detto e promesso e fatto esattamente il contrario (esemplare il referendum sulle Trivelle). L’elenco è lungo.

Eppure, incredibile ma vero, sembra che il paese, o almeno una parte significativa, stia abbandonando il torpore nel quale è stato calato da una informazione drogata. Ovviamente c’è molto da fare. Ma è innegabile il dato storico, qualunque sia il risultato dei ballottaggi. Il PD non è più il primo partito in molte città importanti. E rischia pure di perdere Milano con il centro destra.

Un emorragia di voti  a sinistra. Una lenta agonia per la destra. Hanno occupato con artifici e inganni il Parlamento. Stanno cercando di imporre una Costituzione – e una legge elettorale – a loro uso e consumo che configura una dittatura “trasparente”, come già scrissi tempo addietro.

Ma la forza della semplicità di questo movimento (pur con tutti i suoi errori), è diventata dirompente; la gente che si avvicina e trova ascolto, comprende che la presenza sul territorio non è circostanza. Che certi “valori” sono imprescindibili. Non si può parlare di austerity per gli altri quando non si fanno sacrifici in prima persona. Non è più accettabile il furto e la dissipazione delle risorse del paese dietro a proclami altisonanti e promesse incapaci e inadeguate a risolvere i problemi che ogni giorno le persone subiscono sulla loro pelle. Non si può affermare che non ci sono i soldi quando per rubarli o corrompere ce ne sono sempre troppi. Qualcuno è infastidito da quel pubblico che grida “onestà”. Certo che l’onestà non basta. Ma come fai se prescindi da essa? Come dire: non ci sono più uova nel pollaio! Vero. Però se a guardia delle galline ci metti una volpe o una faina invece che un cane è ovvio che il pollaio si svuota.

Vedremo cosa decideranno gli elettori tra quindici giorni. Come diceva Grillo tanto tempo fa… il movimento è un “virus” che infetta questo sistema in putrefazione per generare una nuova realtà. Una bella sfida. La “rivoluzione” è in corso …

 

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