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India la lotta contro i soprusi verso le donne si evolve.

donne india

L’India è uno dei paesi che muovono l’economia mondiale, fa parte del così detto gruppo dei BRIC. Un continente vasto oltre tre milioni di chilometri quadrati e con oltre un miliardo di abitanti. Oltre l’Hindi e l’Inglese sono conosciute ventuno lingue a livello regionale. Molteplici sono le religioni. Questo paese conosce la modernità ma anche vaste aree di povertà assoluta e di analfabetismo.
Le tradizioni sono molto sentite. In queste il ruolo della donna è di assoluta sudditanza. Ma alcune cose stanno cambiando.

Deepika Ppadukone

Già l’anno scorso alcune attrici e modelle molto apprezzate del mondo di Bollywood hanno rotto il tabù del silenzio sulla condizione delle donne in India e hanno rivendicato le proprie scelte di vita e di lavoro. Deepika Padukone ebbe nel settembre scorso uno scambio vivace di tweet con la testata Times of India che prendeva di mira la sua scollatura mostrata in una foto.

Tweet Times of India: “Deepika Padukone’s cleavage show”
Tweet di Deepika: “YES! I am a Woman. I have breasts AND a cleavage! You got a problem!!??”
seguito da : “don’t talk about Woman’s Empowerment when YOU don’t know how to RESPECT Women!” [1]

Precedentemente un’altra attrice – Priyanka Chopra – aveva risposto per le rime in un’analoga situazione. Entrambe le donne hanno reagito al machilismo imperante in India che trova sponda nel moralismo delle testate giornalistiche. Esse hanno affermato il diritto al rispetto come persone e come donne scindendo la loro persona privata dalle ammiccanti figure sexy dei personaggi che interpretano sullo schermo.
Deepika ha colto l’occasione per un post sulla sua pagina di Facebook per chiarire ulteriormente il suo pensiero; a riguardo essa afferma:

Non ho alcun problema nel celebrare il mio corpo e non ho mai evitato di nulla sullo schermo per ritrarre un personaggio. In realtà il mio prossimo personaggio raffigurato è una danzatrice da bar che solletica gli uomini come mezzo per sostenere la sua vita. Il mio problema è che si propaga l’oggettivazione di una persona reale, e non un personaggio in fase di finzione. Certo, sezionate i miei personaggi, se volete, se è di tanto interesse poi discutere sulla dimensione della coppa e la lunghezza della gamba del personaggio se è rilevante a rendere il ruolo convincente. Tutto quello che chiedo è il rispetto come donna fuori dallo schermo. Non si tratta di seni , peni, o qualsiasi altra parte del corpo mostrata.E’ una questione di contesto e di come fuori dal contesto il reportage è solo per vendere un titolo. E a maggior ragione in un momento di disperato bisogno di un atteggiamento positivo  verso le donne. [1]

Priyanka_Chopra_at_TOIFA_2013

Priyanka Chopra

Ma più recentemente la polemica si è spostata nei confronti della politica. È proprio il linguaggio di certi politici che perpetrano le tradizioni più deleterie nei confronti della donna a essere messo in discussione. Parole misogine e violente. Eccone alcuni esempi:

“Anche se Dio scendesse in terra non sarebbe in grado di fermare gli stupri…gli stupri non si possono fermare”Aziz Qureshi, governatore del Mizoram

“Un piccolo incidente di stupro a Delhi pubblicizzato su scala mondiale è in grado di costarci milioni di dollari di perdite in turisti”Arun Jaitley, attuale ministro delle Finanze, uomo fidato di Narendra Modi, Bharatiya Janata Party

“Le donne giornaliste sarebbe meglio svolgessero lavori non sul campo, cose come analisi, piuttosto che le reporter”Rajyavardhan Singh Rathore, ministro di gabinetto al governo centrale, Bharatiya Janata Party

“Se qualcuno dell’opposizione, o le mogli o le figlie, fosse qui tra voi, mi stia a sentire: se chiunque di voi oserà toccare qualcuno del Tmc, vi distruggerò, non vi risparmierò. Manderò i miei uomini a stuprare la vostra gente”Tapas Pal, deputato nel parlamento del Bengala Occidentale, Trinamool Congress

“Le ragazze che fanno item numbers (scene ammiccanti e sensuali, ndr) nei film e si levano i vestiti dovrebbero essere dichiarate prostitute. Crediamo che le donne che guadagnano indulgendo in attività oscene siano prostitute. Diffondono sconcezze nella società”Naveen Tiyagi, segretario generale della sezione dell’Uttar Pradesh dell’Akhil Bharat Hindu Mahasabha

“Chi mangia cibo non vegetariano come pollo o pesce è più incline a molestare o stuprare”Vinay Bihari, deputato indipendente del Bihar

“[Lo stupro] è un crimine sociale che dipende sia dall’uomo che dalla donna. A volte è giusto, altre è sbagliato”Babulal Gaur, ministro degli Interni del Madhya Pradesh, Bharatiya Janata Party

“Se una ragazza si veste in modo decente, nessun ragazzo la guarderà nel modo sbagliato… se volete la libertà, allora perché non ve ne andate in giro nude? La libertà deve essere limitata. Questi vestitini corti sono il frutto delle influenze occidentali. Nel nostro paese a una donna è richiesto di vestirsi decorosamente”Manohar Lal Khattar, chief minister dell’Haryana, Bharatiya Janata Party

“Credo che se lo yoga entrasse nelle vite delle persone, allora gli episodi quotidiani di stupro non dico che finirebbero, ma sicuramente diminuirebbero”Murli Manohar Joshi, deputato dell’Uttar Pradesh, Bharatiya Janata Party

“Ogni donna indiana dovrebbe avere almeno quattro figli e darne uno all’esercito e un altro a noi leader e maestri religiosi”Sakshi Maharaj, deputato dell’Uttar Pradesh, Bharatiya Janata Party [2]

jyoti-singh-pandey

Jyoti Singh

Il dibatto è difficile. Il documentario “India’s Daughter” prodotto dalla BBC racconta la storia di un orribile stupro e omicidio ai danni della studentessa Jyoti Singh. Il racconto, mettono in evidenza alcuni critici, pone l’attenzione sulla storia della studentessa e dei suoi sei stupratori senza rimarcare la questione “culturale” secondo la quale “una donna se la va a cercare”. Anzi pare velatamente esserci una eccessiva giustificazione del fenomeno come prodotto da condizioni di povertà e indigenza.Il documentario è stato censurato dalle autorità governative.

Ne esce un identikit mostruoso, di uomini ai quali la società iniqua indiana ha negato il lusso di un’esistenza se non decorosa almeno lecita; una condizione discriminante contro la quale i sei oppongono una sorta di machismo anticonvenzionale, rivendicando il diritto al divertimento, al sesso, a sbronzarsi e prendersi con la forza nella notte quello che a loro viene negato. In questo modo lo spettatore potrebbe pensare che condizioni socioeconomiche e violenza sessuale siano fattori strettamente collegati, e sbaglierebbe. Lo stupro, anche di gruppo, in India non è una prerogativa delle classi indigenti, è un fenomeno criminale trasversale, come è trasversale la retorica patriarcale nel paese. [3]

Ma la complessità del tema e la considerazione del livello culturale del pubblico pare abbia implicato una visione documentativa molto asettica che non ha indagato a fondo sulle cause sociali e politiche della triste vicenda.

Udwin (autore del documentario n.d.r)riesce anche a smontare la retorica povero = criminale che permea gran parte del documentario, dando ampio spazio alle riflessioni e ai ragionamenti dei genitori di Jyoti, che pur provenendo dallo stesso humus dei sei violentatori (anche loro sono migranti dal Bihar e vendono il terreno della “casa ancestrale” per permettere alla figlia di studiare), sono portavoce di una mentalità progressista che inizia a essere contagiosa non solo nelle città. Sono l’elemento di speranza di India’s Daughter, verso il quale il pubblico viene indirizzato a compensazione della narrazione dell’orrore e dei momenti strappalacrime che, sempe ricordando che siamo di fronte a un prodotto per il pubblico di massa e non in una versione video di un panel accademico, non possono non esserci. [3]

Fonti:

[1] India – Sono una donna, c’è qualche problema? – www.china-files.com

[2] Le parole misogine e violente della politica indiana – www.china-files.com

[3] I limiti di India’s Daughter (e i nostri) – www.china-files.com

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