Crea sito

Il sistema Italia di Antonio Michele Moccia

Moccia Sistema italia -copertina

di Davide Amerio.

È giovane (classe 1984), di natura semplice, sembra appena uscito dall’università, eppure dalla sua laurea (Lettere e Filosofia prima e Scienze storiche poi) ha già pubblicato cinque libri (tra i quali “La terra dei Fuochi”). La sua tesi universitaria era basata su “Nicola Cosentino e il sistema Camorra”.
Sabato 16 maggio Antonio Michele Moccia è stato protagonista, alla libreria “Panassi” di Susa, nell’ambito delle iniziative sul territorio per il salone internazionale del Libro di Torino, ha presentato l’ospite il giornalista Giorgio Brezzo. Capelli cortissimi, viso ovale, accento napoletanissimo, Moccia è un giovane studioso dei mali d’Italia visti attraverso gli atti delle procure italiane, le documentazioni parlamentari e le vicende politiche quotidiane.

Il suo è il racconto del malaffare, della mala politica e delle complicità che formano un sistema, non solo più collusivo, ma più propriamente alternativo a quello dello Stato “legale”. Il titolo del libro è illuminante: “Il Sistema Italia – Gli scandali Expo 2015 e Mose – Gli intrecci della mala politica”. Argomenti attualissimi e tuttora oggetto di indagini da parte della magistratura.

Ma Moccia racconta anche la storia di come questo sistema si è creato nel tempo; il primo capitolo sulla “corruzione” offre una panoramica di fatti e nomi, partiti e istituzioni che hanno partecipato alla creazione di questo modello, anche quando le loro responsabilità non hanno potuto essere accertate completamente in fase processuale. Quella terra di mezzo, già descritta da Borsellino, dove l’azione non trova riscontro immediato in un reato, oppure le prove sono insufficienti per imbastire un procedimento, ma il significato “politico” dell’agire è assolutamente chiaro e preciso.

Ci sono tutti: dai capi clan, alle famiglie, i politici collusi, i “picciotti”. Ci sono i collaboratori di giustizia e i pentititi che hanno consentito di costruire le maglie di questi intrecci. Ci sono le famiglie povere ed emarginate in balia di questo sistema che offre loro assistenza e lavoro in cambio di voti, legando a doppio filo criminalità e popolo in una trama che fa dell’anti-stato uno stato-alternativo.

C’è la storia di un mutamento “epocale”, della metamorfosi dei personaggi, quando non è più il sistema criminale che chiede “aiuto” alla politica ma è questa a chiedere voti a quell’altra. Storie di appalti, nomine, raccomandazioni. Una macchina complessa ma strutturata e organizzata. In mezzo ci sono i “sudditi” che acquisiscono un potere di trattativa durante le campagne elettorali. Allora il “voto” diventa “merce” e si apre un “libero mercato” di offerte e di trattative che più nulla hanno a che fare con la democrazia e la libertà.

Perché scrivere libri di questo genere (e anche perché leggerli)? Moccia ce lo dice esplicitamente ricordando una frase di Antonio Gramsci:

Gramsci scrisse che quello che accade, accade non tanto perché una minoranza vuole che accada, quanto piuttosto perché la gran parte dei cittadini ha rinunciato alle sue responsabilità e ha lasciato che le cose accadessero. [1]

Se ciò non bastasse, ci sono i numeri che raccontano quanto male, quale danno economico e sociale, comporta la corruzione:

  • la metropolitana di Milano costata 192 miliardi di lire al chilometro contro i 45 di quella di Amburgo
  • i lavori del passante ferroviario di Milano costato 100 miliardi al chilometro e sono durati 12 anni; quella di Zurigo è costata 50 e i lavori sono durati 7 anni
  • tratte dell’Alta velocità costate tra i 32 e 45 milioni al Km (base 2006) contro i 10 della Francia e i 9 della Spagna
  • etc etc

Costi delle opere pubbliche – qualsiasi opera pubblica – che giungono a lievitare sino al 7-800% rispetto a opere equivalenti negli altri paesi. Chi paga questo extra costo? Chi incassa molto più del dovuto? Chi esegue lavori al di sotto dei parametri di sicurezza per compensare le tangenti? Quali sono le complicità della politica?

in una ricerca condotta su 47 Paesi, inclusi tutti quelli più importanti della UE e dell’OCSE, l’Italia si colloca la penultimo posto, battuta solo dalla Russia, per l’elevata percentuale di imprese “politicamente connesse” con ministri o parlamentari [1]

Un capitolo è interamente dedicato al “papa oscuro” per raccontare le implicazioni del Vaticano in questo sistema, per spiegare i motivi che hanno condotto all’elezione di Benedetto XVI e poi a quella di Francesco I. Da non perdere.

(D.A. 18.05.15)

[1] Il Sistema Italia – Gli scandali Expo 2015 e Mose – Gli intrecci della malapolitica.
di Antonio Michele Moccia – edizioni Falco Editore. Euro 15,00

Capitoli del libro:

  • La corruzione in Italia
  • L’Expo2015
  • Il Mose di Venezia
  • Lusi, il mago della Margherita
  • L’uomo di Casale
  • La chiamavano Roma ladrona
  • Er Batman
  • Il papa oscuro 

DUBITARE PER ESSERE LIBERI

NOTIZIE INTERESSANTI DAL WEB

A Firenze il successore di Renzi (Nardella) immagina di innaffiare i turisti con l'acqua per mantenere il decoro della città
Tav in Senato la relazione di Marco Rettighieri sul blocco dei lavori dopo gli arresti. L'intervento di Marco Scibona e le tante domande senza risposta.
Il concertone ha inizio dal pomeriggio con altri gruppi
Quello che viene fuori dal testo mi sembra una Nuclear Free Zone globale, che riconosce la legittimità del Trattato di Non Proliferazione vigente e si affida alla sua organizzazione per il controllo e per le misure di salvaguardia
Agricoltura, tecnologia, economia, com'è cambiato il loro rapporto e la manchevolezze della strategia in Italia
Dato che questi non sono soldi di Virano o di Foietta ma soldi pubblici, soldi di tutti, non vengano a raccontarci la favola dei posti di lavoro

DALL'ARCHIVIO

1° maggio: 113 lavoratori al cantiere Tav contestano gli intellettuali.

1° maggio: 113 lavoratori al cantiere Tav contestano gli intellettuali.

di Davide Amerio. Cari Lavoratori (del cantiere Tav della Maddalena) a ridosso del 1° maggio il s ...

LEGGERE...NUTRIMENTO DELL'ANIMA

Categorie del sito

Archivio articoli

Creative Common License

DALL'ARCHIVIO

Intervista a Fabio Versaci presidente Consiglio Comunale Torino

Intervista a Fabio Versaci presidente Consiglio Comunale Torino

I media (quelli importanti) sono parecchio impietosi nei confronti della giunta comunale di Torino. ...