Crea sito

Categorized | Attualità, Editoriali

Chi ha paura del reato di tortura?

tortura-500x332

Giunge implacabile sulla testa dell’Italia la sentenza della Corte Europea di Strasburgo che sancisce ciò che era chiaro, conosciuto e risaputo. La mattanza disumana della scuola Diaz durante i fatti di Genova del 2001. Una “sospensione della democrazia”, un atto barbaro e crudele e vile commesso dalle forze di polizia sotto la guida e la complicità della classe politica e di funzionari di Stato.

I fatti di Genova sancirono un punto di svolta nelle complicità di Stato per garantire l’impunità ai responsabili politici e non. A più di un decennio di distanza nel nostro ordinamento manca il riconoscimento del reato di tortura. A chi fa paura questo reato? Forse agli stessi che si oppongono ferocemente all’introduzione dei numeri identificativi per le forze dell’ordine. A chi teme, e in questo paese non sono pochi, di essere inchiodato alle proprie responsabilità.

La tortura è inaccettabile perché rappresenta il confine tra una società civile e la barbarie. I mafiosi uccidono, ma noi non uccidiamo i mafiosi. I manifestanti violenti aggrediscono ma non per questo abbiamo la giustificazione per picchiarli a morte o ucciderli.
Noi, società civile, non torturiamo e non uccidiamo “Caino” perché siamo diversi. Se lo facessimo tra noi e lui non esisterebbe alcun confine e se non esiste alcun confine allora non siamo più una società civile e moderna.

Caino alberga in ciascuno di noi, dentro una piccola parte della nostra mente, in un mondo atavico e lontano. Lo abbiamo relegato in un angolo e lì lo teniamo rinchiuso ed è per questo che stabiliamo Leggi e usiamo le Forze dell’Ordine per far si che il Caino rimanga nei confini in cui lo abbiamo rinchiuso. Ma se sono le Forze dell’Ordine a liberare impunemente questa forza oscura allora non c’è più sicurezza e non c’è più Legge che tenga.

I casi in cui il comportamento dei tutori della Legge non è stato conforme e rispondente alla difesa del cittadino e della Costituzione non sono pochi; anzi sono davvero troppi. E quando per coprire questo disonore si fa uso della menzogna questa è per sua natura terreno fertile sul quale germoglia una violenza contraria che reagisce e si contrappone. Chi beneficia di tutto questo? Quelle forze politiche di chiaro stampo non democratico, quando non dichiaratamente fascista, che agiscono per mano di politici corrotti e complici. Il loro obiettivo non è la salvaguardia del sistema democratico ma la sua sottomissione ad altre logiche, la creazione di una sudditanza del popolo al quale incutere paura e terrore manovrando le forze che invece lo dovrebbero difendere.

La nostra epoca, il nuovo millennio, è contrassegnato da una verità ogni giorno sempre più evidente. Da un lato ci sono coloro i quali si adoperano per costruire la società del futuro nella quale la conoscenza, la scienza, la cultura e il dialogo siano le fondamenta sulle quali gli individui costruiscono la propria libertà e maturano la propria personalità concorrendo alla prosperità di tutti. Dall’altro ci sono coloro che agiscono con ogni mezzo per far si che l’uomo non esca dalla caverna di Platone e si trastulli con le ombre proiettate sulle pareti. I primi operano per costruire un mondo di cittadini, i secondi una pletora di sudditi obbedienti, impauriti e rincitrulliti. Per costoro la “tortura” è uno degli strumenti preferiti da sempre per piegare la volontà degli individui, per sottomettere, per umiliare.

Non possiamo accettare tutto questo.

D.A. 08.04.15

DUBITARE PER ESSERE LIBERI

NOTIZIE INTERESSANTI DAL WEB

A Firenze il successore di Renzi (Nardella) immagina di innaffiare i turisti con l'acqua per mantenere il decoro della città
Tav in Senato la relazione di Marco Rettighieri sul blocco dei lavori dopo gli arresti. L'intervento di Marco Scibona e le tante domande senza risposta.
Il concertone ha inizio dal pomeriggio con altri gruppi
Quello che viene fuori dal testo mi sembra una Nuclear Free Zone globale, che riconosce la legittimità del Trattato di Non Proliferazione vigente e si affida alla sua organizzazione per il controllo e per le misure di salvaguardia
Agricoltura, tecnologia, economia, com'è cambiato il loro rapporto e la manchevolezze della strategia in Italia
Dato che questi non sono soldi di Virano o di Foietta ma soldi pubblici, soldi di tutti, non vengano a raccontarci la favola dei posti di lavoro

DALL'ARCHIVIO

O-n-e-s-t-à … l’onestà come ipocrisia o come necessità?

O-n-e-s-t-à … l’onestà come ipocrisia o come necessità?

di Davide Amerio per Scenarieconomici.it A cosa serve la politica? Domanda solo apparentemente bana ...

LEGGERE...NUTRIMENTO DELL'ANIMA

Categorie del sito

Archivio articoli

Creative Common License

DALL'ARCHIVIO

Berlusconi assolto... viva Berlusconi.

Berlusconi assolto... viva Berlusconi.

“quando ho appreso la notizia dell'assoluzione a "Porta a porta" ho pianto dalla commozione.Forz ...